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Paolo Concato

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Women In Folk: Vanessa Peters Band

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È ufficialmente iniziata martedì 23 ottobre la rassegna ”Back To The Roots Music” organizzata da Roots Music Club in collaborazione con Arci Ferrara, Circolo Arci Bolgonesi, AMF – Scuola di Musica Moderna e con il patrocinio del Comune di Ferrara.
Apriamo subito una piccola parentesi per dire brevemente che cos’è il RMC: si tratta di un’associazione culturale attiva ormai da più di 20 anni che organizza concerti di artisti sia italiani che internazionali con lo scopo di supportare e diffondere la musica roots/folk ovvero quel genere tipicamente americano che attinge alle radici della musica blues, country e folk.

Back To The Roots Music si svolgerà da ottobre a dicembre e comprende 5 concerti che si terranno in due location strategiche a Ferrara: Arci Bolognesi e AMF-Scuola di Musica Moderna.
Il Bolognesi ospiterà ”Women in folk”, la sezione al femminile della rassegna con i concerti di Vanessa Peters, Eloisa Atti (20 novembre) e Chiara Giacobbe (11 dicembre), mentre sul palco dell’AMF saliranno Hayward Williams (3 novembre) e Andy White (15 dicembre).

Ma passiamo a parlare del primo concerto della rassegna, quello della band capitanata da Vanessa Peters. Cresciuta a Dallas, Texas, negli anni dell’università trascorre un anno in Italia dove impara a suonare la chitarra e comincia a scrivere canzoni: qui comincia la sua attività di musicista che la porterà spesso in Italia per suonare e registrare vari album; anche grazie a ciò il suo italiano è quasi perfetto, ma conserva quel piacevole accento americano.

Il concerto comincia con alcuni brani dei precedenti album della cantautrice texana tra i quali 206 Bones e Bonnie & Clyde: la prima sembra voler farci pensare al fatto che abbiamo un gran numero di ossa ma un solo cuore e questo, da solo, deve far fronte a notevoli fardelli; la seconda parla di quella voglia di fare le valigie, prendere la macchina e partire per non si sa dove, in un giorno di sole.

In seguito Vanessa presenta il suo nuovo album Foxhole Prayers eseguendolo per intero, dall’inizio alla fine, spiegando come lei creda ancora nel significato di un album ascoltato nella sua interezza e non a pezzi, sentendo magari qualche brano in streaming e perciò di come ci metta molto tempo, forse troppo, nel decidere la scaletta di un CD.

Proprio su questo argomento e più in generale su come è cambiato il mondo della musica nel passaggio tra ”età degli album” ed ”età dello streaming” Vanessa ha tenuto un’interessante intervento al TEDx di Stoccarda dove spiega quanto sia difficile per un artista indipendente vivere di musica al giorno d’oggi.

Nell’album vi sono canzoni a tema politico come Carnival Barker, decisa critica all’attuale presidente americano Trump, ma quella che più ci ha colpito è il brano che dà il titolo all’album, Foxhole Prayers, le preghiere della trincea: Vanessa spiega come non ci siano atei in una trincea ovvero che nei momenti difficili tutti formuliamo una preghiera invocando una qualche entità che ci supera.  

Con questo primo concerto abbiamo avuto un assaggio di cosa può portare una rassegna come questa: la vera America folk, quel tipo di suono e di vocalità difficilmente riscontrabili in Italia, proprio perché è un mondo al di fuori dal nostro modo di concepire la musica, sentito solo attraverso delle cuffie, difficilmente dal vivo.
Con Vanessa Peters ne abbiamo avuto la possibilità, un’ora dove non sembrava più di essere al Circolo Arci Bolognesi, ma in un pub sperduto in una cittadina del Texas, forse proprio Dallas, dove Vanessa ha le sue radici. Radici che si sentono nella sua voce e nelle corde della sua chitarra, che sembrano quasi una ventata d’aria fresca in questa Ferrara ancora accaldata.

Fin dall’inizio questa rassegna ha regalato un’ottima possibilità di avvicinarsi a quell’America così lontana da noi; perciò, invece che lamentarci di quanto sia difficile raggiungerla, usciamo di casa, visto che molte volte non ci accorgiamo nemmeno che si trova a 15 minuti da casa.

Paolo Concato, Simone Guidi

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