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Raffaele Cirillo

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Women In Folk: Eloisa Atti Presenta “Edges”

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Martedì 20 Novembre, in una tipica serata uggiosa della bassa padana, si è tenuto presso il circolo Arci Bolognesi a Ferrara il terzo concerto della rassegna “Back To The Roots Music” che ha visto salire sul palco l’artista romagnola Eloisa Atti con il suo raro ukulele a 8 corde di liuteria e i musicisti Marco Bovi alla chitarra e Emiliano Pintori alle tastiere.
La serata è stata anche un’occasione per l’artista di presentare il suo ultimo album “Edges” pubblicato il 23 Febbraio scorso.

“L’uomo è Dio. Questa sera vi dico questo, nel momento in cui può decidere se lasciare cadere la pistola oppure tirare il grilletto quindi influire in qualche modo nella vita di qualcun altro è come il fato. Ogni uomo è Dio.”
Con queste parole si apre la serata seguita poi dal brano Each Man Is God, ogni uomo è Dio appunto con la sua atmosfera da cavalcata al tramonto nel deserto tipica dei film western.
L’ atmosfera “americana” si sente tutta, canzone dopo canzone, ma sempre tenendo quel tocco di italianità che avvicina due mondi così lontani ma con fondamentali punti d’Incontro, il brano Cry,Cry, Cry ne è un esempio: country che non stona nella cornice del Bolognesi così come non sfigurerebbe per le strade di Nashville,TN.
Arriva poi il momento di Blue Eyes Blue, primo singolo estratto dall’ultimo lavoro di Eloisa, con la clip realizzata dalla videomaker Gaia Fogli con cui ha vinto un premio al Biella Festival Music Video.

Da un’atmosfera tipicamente anni ‘50 si procede con il brano Edges, il quale dà anche il titolo all’album “Sono i limiti e i confini che possono separare e unire come i protagonisti di questa canzone che si rincorrono e sfuggono”, e sono due persone diverse tra loro “Lui forte come un albero, lei fragile come una foglia” ci racconta l’artista.
Sleepy Man, Without You e la canzone dedicata al nipotino ormai diventato uomo Henry’s Song, sono alcuni dei brani che si susseguono come un fluire naturale, una narrazione coerente ricca di emozioni e sensazioni dipinte attraverso le sonorità folk e country.
Non solo brani originali vengono proposti durante la serata, ma anche due cover, entrambi della cantautrice americana Lhasa De Sela: Small Song e Fool’s Gold.
Al termine della serata, a ribadire comunque le proprie origini, esegue “Penelope”, title track di un lavoro precedente completamente in Italiano.

In definitiva un concerto piacevole e rilassante, con il disco “Edges” dai forti contrasti interiori non solo dal punto di vista del testo, con l’evidente conflitto tra amore e rinascita personale contro dolore e rimpianti, ma anche a livello di musica. Ad esempio in Blue Eyes Blue ci troviamo davanti a un rimpianto con conseguente desiderio e bisogno di chiedere perdono a chi si ha fatto soffrire anche se involontariamente, sostenuto da un tappeto musicale dal carattere leggero e quasi spensierato, un mix che merita senz’altro una possibilità d’ascolto.
Nota dolente della serata è stata la scarsa affluenza del pubblico che sottolinea quanto anni di trascuratezza in ambito culturale abbia procurato danni soprattutto tra le nuove generazioni. Un disinteresse e un’insensibilità di fronte al bello che non lascia sperare in un futuro roseo.
Fortunatamente ci sono persone come gli organizzatori del Roots Music Club che continuano affrontando tutte le demoralizzanti difficoltà a perseguire l’ideale (sperando ancora per molto). Una fiamma che anche se flebile va mantenuta viva.
Ricordiamoci che la presenza numerosa del pubblico non è indice di un bel concerto, infatti i Sex Pistols hanno cambiato la storia con un’esibizione che contava 42 presenti all’interno della Lesser Free Trade Hall di Manchester nell’estate del 1976.

 

Raffaele Cirillo, Maristella Magnani

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