wahwah news

Raffaele Cirillo

Raffaele Cirillo

“The Future Is No Place To Place Your Better Days” – Recensione “Come Tomorrow” – Dave Matthews Band

“The Future Is No Place To Place Your Better Days” – Recensione “Come Tomorrow” – Dave Matthews Band

Raffaele Cirillo

Raffaele Cirillo

immagini
swipe up!

Ci sono gruppi musicali che entrano a far parte della nostra vita e spesso non ci ricordiamo come, a volte con una canzone passata in radio in un momento significativo della nostra vita oppure scoperti per caso navigando in rete. Questo è un po’ quello che è capitato a me con la Dave Matthews Band. Semplicemente ho iniziato ad ascoltarli per poi ritrovarmi con le loro canzoni sull’iPod e non ricordo perché, e così anche il partecipare ad uno dei loro concerti in Italia, semplicemente sono andato.
In Italia, anche se vantano un notevole seguito e una community riconosciuta dalla stessa band, non sono un gruppo molto conosciuto e possiamo dire che dalle nostre parti non sono mainstream e ricoprono una nicchia di appassionati, eppure i numeri della band di Charlottesville, VA raccontato tutt’altro.

Una delle ultime vere e proprie jam band nel panorama musicale che dal 1991 vagabonda per gli Stati Uniti e nel mondo in estenuanti tour, diventando sinonimo d’estate per i milioni di americani che li seguono, band che in questi anni di attività ha fatturato più di mostri sacri del rock come Aerosmith, Metallica, Eagles e potrei continuare…

Una band vera come è raro trovarne, in live trasmettono un’energia e una carica immensa, comunicano la gioia di suonare insieme, una band nata e cresciuta nel sud degli Stati Uniti in quella terra impregnata di un antica tradizione musicale, luogo dal quale nasce la musica più sincera di questo pianeta, il blues. Le loro canzoni sono dotate di una profondità unica al giorno d’oggi comunicata alla perfezione con composizioni musicali d’altro livello e testi di una lirica emozionante, abissale, a tratti ironica, ma mai banale. Molto del merito va al frontman che dà il nome alla band, Dave Matthews, cantautore sudafricano, trasferitosi negli States per sfuggire alla leva militare. Una vita, quella del barista del Miller’s, alla quale non mancano tragedie e sofferenza, dal suicidio del padre durante la sua infanzia, all’assassinio della sorella da parte del marito, tutti eventi che generano quel dolore che Dave ha deciso di sfogare attraverso la musica regalandoci canzoni meravigliose come Bartender, Sister, Satellite che vi consiglio immensamente di ascoltare.

Tutto questo per dire che questo 8 Giugno, dopo 6 anni di assenza negli studi di registrazione è stato pubblicato “Come Tomorrow” il nuovo album della Dave Matthews Band che credo di aver cominciato ad aspettare ancora prima di conoscere questo gruppo.
L’ultimo lavoro della Band è decisamente più tranquillo, introspettivo, riflessivo, forse maturo delle ultime pubblicazioni in studio del gruppo. Questo album vede l’assenza del violinista Boyd Tinsley, presosi una pausa anche a causa di accuse di molestie sessuali a suo carico, nonostante compaia tra le firme dell’album.

L’album contiene 14 canzoni, alcune delle quali già eseguite live durante show in questi ultimi anni, come Samurai Cop (Oh Joy Begin) piacevole ballad che apre l’album e Can’t Stop, seconda traccia del disco, una delle mie preferite, con la voce di Dave che mostra tutta la sua potenza, questo pezzo contiene uno dei ritornelli più belli dell’album a mio parere, uno di quelli che rimangono in testa… avranno seguito il consiglio di Noel Gallagher: “Write a fucking chorus”?

Segue Here On Out, pezzo acustico con un leggero tappeto di fiati prima e di archi poi, nel complesso gradevole e direi anche premuroso per certi versi. Dopo questo rilassante pezzo acustico il ritmo sale con That Girl is You: il riff di chitarra e la batteria ricordano  primordiali ritmi africani e accompagnano la voce di Dave che diventa sporca, graffiante e selvaggia con lo straordinario chitarrista Tim Reynolds che non manca mai l’appuntamento con l’intervento mai esagerato e sempre al posto giusto che genera un senso di pienezza generale.
She, la canzone forse più rappresentativa per lo stile della band con Stefan Lessard, il bassista, che si fa più presente in questo pezzo rock, suonato con stile e interventi di organo Hammond ad impreziosire il tutto, Dave pare decisamente coinvolto a livello vocale ed emotivo in questo brano che tratta di questa Lei portata quasi a livello divino, un’altra canzone che ti rimane in testa ore dopo l’ascolto.
Idea Of You inizia con una versione live eseguita qualche mese prima che sfuma nella registrazione studio, brano molto corposo e ricco delle sonorità tipiche della band con piano e fiati, brano di una ricchezza e complessità musicale difficile da scovare in pubblicazioni contemporanee, sicuramente uno dei brani che vorrei ascoltare live.

Ed ecco che le dinamiche si abbassano con Virginia in the Rain brano tranquillo e raffinato, il più lungo del disco con il signor Reynolds che arricchisce il brano con il suo stile, il brano che non esplode mai, ti tiene lì, ti rilassa, una di quelle canzoni da ascoltare la sera tardi in macchina.
Si ritorna su in questa dinamicità che domina l’intero album con Again and Again uno dei primi singoli pubblicati, che mantiene la raffinatezza del pezzo precedente, suonata con un ritmo più incalzante, con il brano che si sposta da tonalità minore a maggiore in modo brillante. Segue il brevissimo bkdkdkdd, intermezzo funk totalmente fuori contesto. Ma quanto mai azzeccato.
Black and Blue Bird sancisce ancora una volta il mood piacevole dell’intero album, ritmo e melodia meravigliosi che culminano in eccezionale assolo di sax.
Come on Come on, musicalmente mi ricorda molto la tipica musica leggera italiana, non è assolutamente un difetto, ma il brano gira, Dave dà ancora una volta prova della sua straordinaria capacità di espressione vocale.
Do You Remember, tutto groove e voce gioiosa e giocosa con le sovraincisioni di voci nel ritornello.
Arriva alla fine dell’album finalmente la title track Come Tomorrow, un brano che sposta l’attenzione sul futuro, Dave con la sua lirica ci fa a riflettere, cosa che spesso ci invita a fare con i suoi brani.
L’album termina splendidamente con la ballad When I’m Weary in modo aggraziato.
Non ho mai parlato dell’eccezionale lavoro di Carter Beauford, il batterista, tra i più bravi al mondo, che con i suoi ritmi da forma a quella che è la spina dorsale dei brani della band e in questo disco non delude minimamente le attese.

Come detto all’inizio è un album che attendevo con impazienza, quando è stato pubblicato questo 8 Giugno avevo un po’ di paura a premere play.
Il primo ascolto l’ho fatto in macchina e mi sono lasciato trasportare da questo album che è stato una piacevole sorpresa, mi ha impressionato nei suoi colori e variazioni, un sali scendi dinamico e mai eccessivo, disco pensato ed eseguito alla perfezione da musicisti di alto calibro. Un disco che si impara ad amare forse con il tempo, ma  certamente un lavoro sincero e sentito da parte della band, trabocca di emozioni, musicalità e lirica mai banale, a volte sporca, a volte romantica in pieno stile Dave Matthews Band. Vi invito ad ascoltare questo disco che contiene musica di alto livello di una band che non si piega alle regole di mercato, ma che continua a proporre la musica che sente dal profondo.

Ogni tanto passano anche da queste parti e vi invito caldamente a vedere un concerto di questi musicisti per avere un’idea della bellezza della musica, dalla passione che ci mettono e rimanere impressionati dall’altissimo valore tecnico, caratteristiche sempre più rare nel panorama musicale moderno.

Buon ascolto!

Track list:

  1. Samurai Cop (Oh Joy Begin)
  2. Can’t Stop
  3. Here On Out
  4. That Girl Is You
  5. She
  6. Idea Of You
  7. Virginia in the Rain
  8. Again and Again
  9. bkdkdkdd
  10. Black and Blue Bird
  11. Come On Come On
  12. Do You Remember
  13. Come Tomorrow
  14. When I’m Weary

Ph. René Huemer

Raffaele Cirillo

indice
Raffaele Cirillo
condividi
condividi
Rimani aggiornato!

Nuovi articoli, storie e podcast a portata di una sola mail.

Sei un musicista o una band?

E vorresti avere uno o più articoli che parlano di te scritti e redatti dal Team di WAHWAH Magazine?

Compila il form qui sotto con i dati essenziali di te o della tua band e raccontaci in poche parole la tua musica.

Oppure prenota un appuntamento

con uno dei redattori di WAHWAH

Clicca il pulsante qua sotto per prenotare un appuntamento Live o a distanza.

Oppure prenota un appuntamento

con uno dei redattori di WAHWAH

Clicca il pulsante qua sotto per prenotare un appuntamento Live o a distanza.

Iscriviti a wah wah news
Leggici sui social!

Vuoi far parte della Redazione di WAHWAH Magazine?

Note: Noi della Redazione di WAHWAH Magazine ci prenderemo 48h per revisionare la tua candidatura.

Iscrizione avvenuta con successo!

Ha fatto parlare Jimi Hendrix, ora fa parlare Noi.

WahWah Team.

Indice dell'articolo