wahwah news

Raffaele Cirillo

Raffaele Cirillo

Progetto Giardino Creativo: Festival Microteatro Bonsai

Progetto Giardino Creativo: Festival Microteatro Bonsai

Raffaele Cirillo

Raffaele Cirillo

immagini
swipe up!

Ottobre continua a regalarci ancora belle giornate così come il progetto “Giardino Creativo” continua a donarci iniziative stupende. Infatti il week-end del 7-8 Ottobre si è svolto il Festival di Microteatro organizzato da Ferrara Off e dal festival Píndoles con sede a Barcellona che nel suo complesso riassume perfettamente le parole giardino e creativo. Giardino perché il festival si è svolto all’interno dell’omonimo quartiere e Creativo perché ha dato la possibilità ad attori provenienti da tutta Italia di esibirsi in spazi non convenzionali, creando così la possibilità di un contatto unico tra attori e pubblico.

Sono uscito il primo pomeriggio di Sabato per passare una giornata “alternativa”, avevo letto superficialmente il volantino del festival (come mio solito), per lasciarmi coinvolgere meglio e lasciarmi guidare dall’istinto. La prima cosa che faccio è acquistare il biglietto per “Lettere Anonime per Un Camminatore”, così un pò a caso, non avevo capito bene, forse anche l’unica attività non di microteatro. Questa performance ideata da Amigdala consiste in una passeggiata in solitaria all’interno di un percorso predefinito per il quartiere, scortato solamente da una voce narrante in cuffia che mi accompagna, che spesso mi dice di non ascoltarla, di abbandonarsi completamente all’esperienza. Io non vivo nel quartiere, non vivo neppure a Ferrara, ma negli ultimi mesi per merito delle diverse attività che svolgo ho iniziato a viverlo attivamente e questa passeggiata in solitaria mi ha permesso di esplorarlo, conoscerlo, ascoltare le voci del quartiere che venivano riprodotte insieme alla voce narrante, ma anche di conoscere ed esplorare me stesso ed è qui lo shock. Il percorso termina infatti all’interno dello stadio “Paolo Mazza” dove a centro campo erano sistemate una poltrona e un tavolino. Non me ne vogliano i ferraresi, ma non sono un tifoso della Spal e raramente ho visitato lo stadio. Però il colpo d’occhio è meraviglioso: l’intero stadio vuoto, il cielo azzurro e limpido che si fonde con i colori sociali della squadra sulle tribune e si unisce al verde acceso del campo da gioco. Il percorso continua, arrivo a centrocampo, mi siedo e mi guardo attorno un po spaesato con il sole che abbaglia, sul tavolino delle buste chiuse e delle istruzioni. Avevo la possibilità in quel luogo suggestivo di scrivere una lettera a qualcuno a cui tenevo. Sinceramente non era un’esperienza che avrei pensato di vivere quel pomeriggio, dove pensieri che avevo assassinato in passato sono tornati, domande a cui non avevo mai risposto sono riaffiorate e risposte che non avrei mai ascoltato in quel momento hanno avuto senso. Scrissi quella lettera e chiaramente non vi dirò a chi. Spiazzato mi avvio verso la Factory Grisù dove coinvolto dall’esperienza decido di acquistare i biglietti per il circuito dei 6 spettacoli della domenica. Ho voluto raccontarvi questa esperienza in particolare, perché mi ha scosso profondamente, ho aspettato l’inaspettato come ha detto la voce narrante che assomigliava molto alla voce fuori campo dei film, per dirvi che a volte uscire dalla routine, buttarvi in esperienze lontane da voi, sconosciute vi possono dare tanto.

Gli spettacoli del pomeriggio rendono a pieno, a mio parere, l’idea di teatro, non so perché ma all’interno della Factory, circondato da transenne e impalcature, mi sembra d’essere in un teatro greco. Il potere dell’immaginazione. Proprio l’immaginazione è stata la chiave degli spettacoli successivi. Marco Sgarbi ci conduce in un immaginario viaggio all’interno della città di Ferrara nelle vesti di una guida turistica in “Giro Solo Esterni Con Aneddoti”, che ci ha mostrato quello che tutti i giorni abbiamo sott’occhio in un altro modo, creandolo all’interno della nostra mente e facendoci notare dettagli che spesso non consideriamo. Una guida turistica fusa a un venditore ambulante con il suo mix di erudite informazioni e spot promozionali così a rispecchiare quello che oggi è il centro città, dove i monumenti si sono amalgamati con le attività commerciali creando un ibrido insensato e privo di bellezza. Queste sono opinioni personali chiaramente. Il secondo spettacolo “La Venere Nera” con Liliana Letterese, ha evocato in me lontani ricordi assopiti perché quest’esibizione è prodotta dal Baule Volante, una compagnia ferrarese che è venuta nella mia scuola, ai tempi delle medie a farci toccare il teatro, è stato un po come rincontrare un vecchio amico di cui si erano persi i contatti.  Arriva la domenica, finalmente direi, ero curioso di vedere gli spettacoli e ascoltare le mie reazioni. Io non sono molto esperto di teatro, ma la frequentazione di Ferrara Off mi ha permesso di entrare piano all’interno di questo mondo che inizia a interessarmi molto. Il circuito era composto da sei spettacoli selezionati attraverso una giuria e che comprendevano diversi metodi espressivi: la danza, la narrazione e il sonoro.

Gli spettacoli si sono svolti in diversi posti del quartiere dal Grisù alla zona critica dei Grattacieli passando per la pizzeria Scaccianuvole e una casa privata. Luoghi non convenzionali appunto, forse il vero punto di forza di questo festival. Non vi racconterò i singoli spettacoli (anche perché potevate venire a vederli) ma vorrei iniziare ad avviarmi verso la conclusione di questo articolo. Personalmente i due spettacoli che mi sono piaciuti di più sono stati “Perchè non Posso” con Domenico Vincenzo Tufano per l’intensità del racconto e nel vedere l’attore immerso a pieno nella parte quasi con le lacrime agli occhi e “Display” di Davide Clavaresi che attraverso la sua interazione con uno schermo vuole descrivere l’isolamento dell’uomo che guarda il mondo attraverso o dietro uno schermo, criticava quelle stesse persone che tra il pubblico filmavano l’esibizione. E qui forse tra i più drammatici dei problemi, il non sapersi disconnettere, il non sapersi staccare da uno schermo di fronte all’arte, che sia teatro, pittura o un concerto, bisogna filmare, fotografare compulsivamente per avere un ricordo che non si è vissuto in realtà. I ricordi si trovano all’interno del nostro cuore, della nostra mente non su iCloud. Certo che non è male fare una foto, anche io le faccio, ma ci sono momenti in cui è forse meglio abbandonare la tecnologia, non utilizzare lo smartphone come uno scudo, ma di lasciarsi toccare dall’arte, ferire se necessario e credetemi se vi dico che quel momento non scomparirà mai da voi. Così come sentivo le lamentele di alcune persone tra la mezz’ora che passava tra uno spettacolo e l’altro. Ma viviamo in mondo di prestazione dove ogni secondo è prezioso e non riusciamo più a perdere tempo, a guardarci intorno, a contemplare il mondo, il quartiere e la bellezza che i circonda, dagli stormi di uccelli che si preparano a migrare alle foglie degli alberi che si apprestano a cadere. E di attività come queste che la nostra città ha bisogno, il potere dell’arte e della cultura che si riappropriano della città, che rigenerano e ci insegnano. Vi invito a seguire le attività di Ferrara Off che si trova Viale Alfonso I d’Este 13 e le altre attività culturali della città.

Vi voglio salutare con le parole che sono diventati un pò il mio mantra in questi mesi tratte dalla “Politica della Bellezza” dello psicologo James Hillman:

“Sono fermamente convinto che se i cittadini si rendessero conto della loro fame di bellezza, ci sarebbe ribellione per le strade. Non è stata forse l’estetica ad abbattere il Muro di Berlino e ad aprire la Cina? Non il consumismo e i gadget dell’Occidente, come ci viene raccontato, ma la musica, il colore, la moda, le scarpe, le stoffe, i film, il ballo, le parole delle canzoni, la forma delle automobili. La risposta estetica conduce all’azione politica, diventa azione politica, è azione politica”.

Raffaele Cirillo

indice
Raffaele Cirillo
condividi
condividi
Rimani aggiornato!

Nuovi articoli, storie e podcast a portata di una sola mail.

Sei un musicista o una band?

E vorresti avere uno o più articoli che parlano di te scritti e redatti dal Team di WAHWAH Magazine?

Compila il form qui sotto con i dati essenziali di te o della tua band e raccontaci in poche parole la tua musica.

Oppure prenota un appuntamento

con uno dei redattori di WAHWAH

Clicca il pulsante qua sotto per prenotare un appuntamento Live o a distanza.

Oppure prenota un appuntamento

con uno dei redattori di WAHWAH

Clicca il pulsante qua sotto per prenotare un appuntamento Live o a distanza.

Iscriviti a wah wah news
Leggici sui social!

Vuoi far parte della Redazione di WAHWAH Magazine?

Note: Noi della Redazione di WAHWAH Magazine ci prenderemo 48h per revisionare la tua candidatura.

Iscrizione avvenuta con successo!

Ha fatto parlare Jimi Hendrix, ora fa parlare Noi.

WahWah Team.

Indice dell'articolo