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Night and blues: Uncle Paul blues band tra saggezza E ardore

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Ancora si sentono le vibrazioni del concerto della Uncle Paul Blues Band per tutto il chiostro di “Santa Maria della Consolazione”. La storica formazione ferrarese guidata da Paolo Bertelli, inarrestabile bluesman, nonchè uno degli organizzatori del Night and Blues, ha animato la terza serata del festival.

Tutto comincia con il brano “I’m Ready“. Paolo, cosciente delle potenzialità esplosive della band, esordisce caricando il pubblico. Con un’elettrizzante carica di energia la legione di musicisti, composta da batteria, due chitarre, due voci, un flauto e un basso, si unisce al suo condottiero e dà cosi inizio alla scalpitante notte blues.
Si continua con classici del blues quali “Got My Mojo Working“, “Stormy Monday” e “Caldonia“.
La serata assume poi sonorità più rock con la famosissima” Hey Joe“, dove le chitarre di Enrico Testi e Silvia Zaniboni danno libero sfogo al loro virtuosismo, infuocando il pubblico.
Sul frangente di canzoni come “I Sing The Blues” e “Il Tempo Di Morire“, spiccano la voce briosa e il suadente flauto traverso di Ambra Bianchi, che con creatività e simpatia si destreggia tra i diversi generi musicali.
Eleonora Poltronieri sfoggia la sua potenza canora non solo con una ruggente “Roadhouse Blues” (celebre brano dei Doors), ma anche con brani più spiritosi come ad esempio “You Never Can Tell” (brano di Chuck Berry, reso famoso dal film Pulp Fiction).
Le voci delle due cantanti si amalgamano in una melodia armoniosa nella ballad “Tennesse Waltz“. Filippo Dallamagnana alla batteria, poderoso, scarica tutta la sua energia in “Rock & Roll“, famoso brano dei Led Zeppelin: introduce col giusto entusiasmo, sostiene la voce tosta di Eleonora e alla fine erompe nel celebre assolo di chiusura.
Nei brani “Lay Down Sally” e “Johnny Be Good“, Enrico Testi gioca in casa, concatenando note veloci con risposte al canto, assieme a Silvia Zaniboni.
Non manca l’assolo di basso di Enrico Trevisani, che nel brano inedito di Paolo Bertelli, “Roadside Blues“, marca il groove che ha mantenuta vivace e frizzante la serata.
Per non farsi mancare nulla, la Uncle Paul Blues Band, esegue uno dei brani più famosi dei Rolling Stones, “Gimme Shelter‘, aiutato da un’ospite a sorpresa: la voce soul di Simona Live.
Il concerto volge al termine con “Rip It Up” di Elvis Presley, attraverso la quale la band, dopo aver avuto l’opportunità di esprimersi singolarmente, si fa guidare dal capitano Paolo Bertelli verso il travolgente finale dell’esibizione.
La serata ha davvero smosso le acque a ritmo di blues. Tutto questo non sarebbe stato possibile senza il connubio della saggezza di Paolo Bertelli con l’ardore della band, band della quale anche per questa serata si é fatto “zio”.

Vittorio Formignani, Paolo Contato, Matteo Morini

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