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Night and Blues: il La la TRIO e i sogni nel cassetto

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Sono le 21:30, il sole è tramontato da poco e ha lasciato spazio alla notte e alle sue amiche stelle. Una serie di luci soffuse illumina un inusuale trio di strumenti. Un’arpa, un sassofono e un microfono attendono le loro rispettive esecutrici.
Ma ecco che Gabriele Mantovani, presentatore della serata e anche organizzatore del Night and Blues, si appresta a presentare le musiciste. Tutto ad un tratto, il La La TRIO si materializza sul palco e, come polvere di stelle, ogni musicista si adagia sul proprio strumento: Roberta Righi si dirige verso il microfono, Letizia Ragazzini viene richiamata dai sassofoni e dal flauto traverso e Irene de Bartolo imbraccia dolcemente la sua arpa.
“Women of Ireland” è il brano con cui inizia il concerto; immediatamente il pubblico viene traghettato in Irlanda che, rinomata terra magica, si fa culla delle note sognanti delle tre musiciste.
Tuttavia, l’attracco alle sponde irlandesi consiste solo in una breve pausa: il trio preferisce spostarsi da porti fisici dell’isola verde a quelli immateriali del cuore. Parte così una sezione dedicata ai film della Disney, nella quale vengono eseguiti “I Sogni Son Desideri“, tema celebre di Cenerentola, “Part of Your World”, una delle canzoni della Sirenetta e “Il mio sogno”, tratta da Rapunzel. E subito ognuno torna bambino, facendo così riaffiorare quei sogni nel cassetto che l’avevano dolcemente cullato per tutto il magico periodo dell’infanzia.
Nonostante questo tuffo nel passato, a questo punto del concerto risulta evidente un fatto: una volta aperto quel cassetto non riaffiorano solo i sogni, ma anche le colonne sonore che ne hanno accompagnato la memoria, anche se questa è andata dimenticata. Come se fosse un flusso unico, grazie al La La trio, quel piccolo contenitore si trasforma in un mini juke box da cui cominciano a uscire non solo brani provenienti da un passato nostalgico, come le colonne sonore de La vita è bella, di Colazione da Tiffany, del Mago di Oz, del Nuovo Cinema Paradiso o di Mo’ Better blues, ma anche di film recenti come La La Land, musical del 2016 che ha ispirato il nome del trio.
È proprio grazie al duetto tra sax e voce di City of Stars, il brano più famoso del musical nel quale si alternano al canto Emma Stone e Ryan Gosling, che il trio fa capire come questo film sebbene recente abbia contribuito a far sognare ancora una volta.
Ecco, però, qui ad un tratto questi ricordi vecchi e nuovi si vanno a mescolare con altre canzoni simbolo utilizzate in svariati film. A questo mosaico di sogni arrivano poi ad unirsi anche brani di altra risma, più tradizionali: Summertime di Gershwin (standard jazz riproposto in tutte le salse), Bluemoon (brano simbolo degli anni ‘50 presente anche nel film Grease), “Why don’t you do right?” (celebre pezzo presente in Chi ha incastrato Roger Rabbit) e la magistrale “At last” di Etta James (della quale è stata fatta una cover da Beyoncè nel film Cadillac Records).
Infine, oltre alle tappe intermedie che hanno riportato il pubblico in Irlanda con Amazing Grace e Scaroborough Fair, il finale è stato caratterizzato da un ritorno alle origini del concerto: gli ultimi due brani eseguiti sono stati proprio “City of Stars” e “Women of Ireland”, rispettivamente simboli della nascita del nome della band e dell’inizio del concerto.

Si è conclusa così la data tutta al femminile del Night and Blues in cui siamo tutti tornati un po’ bambini.

Link alla diretta di City of stars

Di: Vittorio Formignani

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