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Night and Blues: Everybody Needs Somebody To Love

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Sin quando si entra nel chiostro di “Santa Maria della Consolazione” si capisce che questa serata di luglio riserverà qualcosa di molto speciale. I posti a sedere davanti al palco sono gremiti di persone già un’ora prima dell’inizio dello show, merito della fama di cui gode la Big Solidal Band.

Dopo una doverosa presentazione del gruppo da parte degli organizzatori del Night&Blues, la band erompe sul palco con 634-5789 di Wilson Pickett, che con la sua energia coinvolge subito i presenti. I due frontman Carlo Merighi e Mattia Bellettati non smetteranno mai di giocare con il pubblico, di trascinarlo, di divertirlo, senza far mancare la voce graffiante e calda tipica del Rhythm&Blues.

Ma uno spettatore che assiste ad un concerto della Big Solidal Band deve essere pronto a continue sorprese, come le straordinarie performance delle cantanti Anidia Villani, che si presenta al pubblico interpretando Rescue Me di Fontella Bass, e che più avanti nello show canterà Chain Of Fools e Respect della leggendaria Aretha Franklin, e di Silvia Veronesi, che canterà Something’s Got A Hold On Me e Tell Mama di Etta James, insieme a Think della Franklin. Le due vocalist regalano poi al pubblico un’emozionante interpretazione della versione di Tina Turner del classico dei Creedence Clearwater Revival, Proud Mary.

Le prodezze strumentali della band si sprecano, dalle chitarre di Paolo Zangirolami e Carlo Merighi al basso di Alessandro Gessi, passando per le tastiere di Luca Sacchetti nell’intro dell’iconica canzone di Ray Charles, Shake A Tail Feather.

Presenza costante durante tutto il concerto è stata quella della sezione fiati, che ha visto Stefania Bindini al sax contralto, Gabriele Casoni al trombone, Andrea Smiderle alla tromba e Paolo Santini, che abbandonato il sax tenore per passare all’armonica in pezzi come She Caught The Katy, Flip Flop & Fly e Messin’ With The Kid, tutti dei Blues Brothers.

Ancora, non si può non citare la grande bravura di Marco Griguolo alla batteria, preciso, pulito, cristallino e sempre pertinente negli interventi. Nel corso della serata non sono mancati i pezzi più famosi, come Everybody Needs Somebody, Jailhouse Rock e Sweet Home Chicago.

Proprio con quest’ultima si conclude questa serata di musica, divertimento e Blues. In conclusione, se siete in cerca di una band in grado di stupire un pubblico di ogni età, con la Big Solidal Band andrete sul sicuro.

Pietro Frabetti

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