wahwah news

WahWah-Magazine

WahWah-Magazine

Lucio Leoni – Il Lupo Cattivo: Lo Straordinario Continuum Dal Primo Al Secondo Album

Lucio Leoni – Il Lupo Cattivo: Lo Straordinario Continuum Dal Primo Al Secondo Album

WahWah-Magazine

WahWah-Magazine

immagini
swipe up!

Lucio Leoni, cantautore romano, classe 1981, si definisce “mezzo scemo e mezzo musicista, ma un mezzo più un mezzo fa uno…scemo o musicista che sia” sulla sua pagina Facebook, già quasi a preparare l’ascoltatore alla sua creatività un po’ matta, non banale. Pronto a buttarsi di nuovo nel panorama della musica, Lucio pubblica 11 canzoni in un album che racchiude perfettamente la caratterizzazione della sua persona istrionica. È un album carico di violenza contrapposta alla dolcezza, una canzone ti arriva in faccia come il vento freddo d’inverno e quella dopo che ti accarezza, piano.

Dalla prima all’ultima traccia si sente il grido dell’anima di un autore che non sa più come spiegare i sentimenti e allora li reinventa, li smonta e li rimonta, li camuffa, li denuncia e poi li accarezza, come per sgridarsi e poi scusarsi. C’è molta confusione, come se la sua testa fosse una stazione affollata di sabato mattina. Ed è un po’ una condizione che molti della sua generazione e non solo conoscono molto bene. Leoni è un artista, un poeta con un potenziale da vendere ma poco conosciuto. Ed è così ingiusto considerando la qualità non solo dell’album ma anche dell’estensione artistica: la varietà, il modo in cui sceglie di giocare con i temi, con la musicalità delle parole, con la velocità delle stesse, con la spontaneità che sfiora la schiettezza, senza paura, forse spinto da una stanchezza nei confronti della vita, gliela fa apprezzare non per le sue qualità ma per il suo lato “cattivo”.

E il lupo cattivo non è solo lui. Siamo tutti lupi cattivi, che ostentiamo la conoscenza del colore della nostra pelliccia, senza sapere di cosa siamo davvero in grado di fare, nel bene e nel male. In molte interviste dichiara che questo personaggio ricorrente all’interno dell’album, attraverso varie rappresentazioni e metamorfosi, non è altro che il suo alter ego. È così che dopo due anni, il cantautore romano propone ai suoi ascoltatori un’opera in cui spicca un continuum con l’album precedente  (Lorem Ipsum) : infatti si possono subito ricollegare tra loro “Le interiora di Filippo” (Il Lupo Cattivo) e “A me mi” (Lorem Ipsum) sia per la struttura tecnica dei brani, che per la quasi violenza : il bisogno di vomitare i propri pensieri – vuoi l’insoddisfazione e la frustrazione di “A me mi”, vuoi il bisogno viscerale di analizzare il sacro e il profano delle “Interiora di Filippo”-.

Sicuramente la parola che meglio descrive l’album è dissacrante, legata anche alla tecnica non solo musicale ma anche narrativa del disco, data la teatralità di alcune canzoni. Non manca però il lato per così dire “tenero” di Leoni, che dopo “Domenica” (Lorem Ipsum) propone in questo nuovo frizzante album “Stile Libero”, canzone chiacchierata soprattutto per la richiesta del cantautore romano a Tiziano Ferro di duettarla, attraverso una versione particolare di crowdfunding: infatti Lucio ha donato 50 centesimi ai primi 1000 che avrebbero condiviso e taggato il famoso cantante pop italiano nel post di richiesta di duetto su Facebook, curioso modo di chiedere una collaborazione che in molti, anche se non è avvenuta, hanno apprezzato tanto.

È un album non facile per l’ascoltatore che deve essere pronto ad un’altra caratteristica pazzesca: la variatio. Infatti le canzoni che si susseguono sembrano essere molto diverse le une dalle altre, ma questo è semplicemente il modo che Lucio ha trovato per raccontare tutte le sfumature della pelliccia del suo Lupo Cattivo, alcune delle quali non si comprendono al primo ascolto.

Infine è necessario spendere due parole ancora sulla cover – unica del disco – “Io sono uno” di Tenco, nella quale è anche presente il discorso quasi “sovversivo” del maestro, tenuto al “beat 72” su “La canzone di protesta” come per voler omaggiare al meglio Tenco.

Il lupo cattivo è dunque un bellissimo, dissacrante e complicato capolavoro che si distacca con magistrale eleganza dal panorama indipendente romano attuale.

Lucio si è fatto strada tra le orecchie di tanti, tra le ossa di molti. È un artista che non facilmente ti entra nelle viscere, ma quando lo fa, è talmente intenso che non lo lasci uscire con così tanta facilità. La sua creatività non è sterile, non è ostentazione, ma puro vento forte sulla faccia.

Chiara Ciulli

indice
WahWah-Magazine
condividi
condividi
Rimani aggiornato!

Nuovi articoli, storie e podcast a portata di una sola mail.

Sei un musicista o una band?

E vorresti avere uno o più articoli che parlano di te scritti e redatti dal Team di WAHWAH Magazine?

Compila il form qui sotto con i dati essenziali di te o della tua band e raccontaci in poche parole la tua musica.

Oppure prenota un appuntamento

con uno dei redattori di WAHWAH

Clicca il pulsante qua sotto per prenotare un appuntamento Live o a distanza.

Oppure prenota un appuntamento

con uno dei redattori di WAHWAH

Clicca il pulsante qua sotto per prenotare un appuntamento Live o a distanza.

Iscriviti a wah wah news
Leggici sui social!

Vuoi far parte della Redazione di WAHWAH Magazine?

Note: Noi della Redazione di WAHWAH Magazine ci prenderemo 48h per revisionare la tua candidatura.

Iscrizione avvenuta con successo!

Ha fatto parlare Jimi Hendrix, ora fa parlare Noi.

WahWah Team.

Indice dell'articolo