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Vittorio Formignani

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Kozmic Floor: Il Piano Spaziale Del Pavimento Cosmico

Kozmic Floor: Il Piano Spaziale Del Pavimento Cosmico

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Ogni volta che si ascolta una canzone o un disco si entra inevitabilmente nel mondo che i musicisti o la band hanno creato.
Ciò che rimane all’ascoltatore è collegare gli elementi forniti e cercare di avere alla fine una visione d’insieme dell’universo appena giunto nelle orecchie.
Dopo quest’analisi, ci si aspetta di trovare una coerenza tra il mondo sonoro e gli intenti espressi dai musicisti attraverso ciò che non è necessariamente musicale come i testi o semplicemente il nome della band.

L‘universo che andremo a scoprire oggi è quello dei Kozmic Floor (Silvia Zaniboni, chitarra e voce, Michele Dallamagnana, basso e Filippo Dallamagnana, batteria) e del loro omonimo EP (Kozmic Floor) in cui sono presenti 3 brani:

  1. Eternoceano
  2. Frammenti di Me
  3. Scegli

Se c’è una cosa che questo Ep mi ha fatto approfondire, è proprio la definizione del termine “cosmico” perché inizialmente ne ho avuto un’idea distorta.
Infatti, credevo che Kozmic Floor fosse un nome da band psichedelica alla Grateful Dead finché non sono andato a rinfrescarmi il significato dell’aggettivo soprannominato.

Ero talmente assorto dall’accezione musicale che gli avevo conferito da aver dimenticato quelle più pertinenti alla sua definizione.

Cosmico:

  1. Pertinente al cosmo, cioè allo spazio, alla configurazione e al movimento dei corpi celesti nello spazio;
  2. Denotante una partecipazione spirituale di vastissima ampiezza, comune a tutti, universale.

Ora possiamo passare ai brani.

Eternoceano è decisamente fedele alla prima definizione fin dalle prime note di chitarra volte a simulare le onde o i cerchi creati nell’acqua dopo averci tirato un sasso.
Dal punto di vista del testo, è autobiografico e scritto in prima persona e a parlare è proprio l’Eternoceano che afferma con decisione la sua eternità ( “Io ero, Io Sono e Sarò ed ero anche prima di te”).
Se si dovesse dare un ruolo a questo brano, sarebbe lo sfondo ed il palcoscenico dei Kozmic Floor.
L’Eternoceano è il loro habitat naturale, il loro cosmo, che non si limita a fare da schermo, ma si estende anche sul pavimento quasi fosse una sorgente dalla quale attingere.
Penso sia il pezzo più rappresentativo perché sono presenti sia la catarsi astrale conferita dalla strofa sia dalla potenza del ritornello che va ad indicare il frastagliarsi delle onde durante la tempesta.
Sembra quasi un meccanismo di difesa che, sottolineato dalla furia dell’assolo, Eternoceano esercita davanti all’empietà e arroganza umana ( “Sommergo la tua vanità e sarò nuovo dopo di te”).
Tuttavia sento una piccola mancanza: non tanto a livello strumentale quanto vocale specie nella strofa dove mi pare che manchi un collegamento tra strumenti e voce.
Per questo motivo la voce, già molto delicata, sembra essere lasciata da sola a contrastare la potenza degli strumenti che inevitabilmente la sovrastano.
Tutto ciò non accade nel ritornello dove la voce viene sostenuta dai cori armonizzati che vanno a fare da ponte tra i due universi.

“Frammenti di me” pende più verso uno stato d’animo riflessivo e verso una catarsi leggermente più tormentata rispetto a quella del brano precedente.
Questa nuova atmosfera è data soprattutto dalle note della chitarra che simulano una dissonante discesa nei pensieri.
Di tutt’altra opinione sono batteria e basso che, con una potenza incalzante, vanno ancora ad essere preponderanti rispetto alla voce che verrà ancora aiutata dai cori nel ritornello.
L’assolo, come nel brano precedente, rappresenta lo sfogo dei pensieri e dà la sensazione di essere nel bel mezzo di una bufera.

“Scegli” è il brano che ha meno in comune con gli altri due, forse anche grazie all’utilizzo dello slide e della chitarra distorta e graffiante.
Infatti, sembra fare da monito e ammonimento per la carica nervosa che la distorsione del basso e l’ansia controllata della batteria danno.
La voce sembra sentirsi più a suo agio sopra una base di questo tipo nella quale, in questo caso, viene sostenuta dagli strumenti.
Manca forse un po’ più di cattiveria e sporcizia alla voce per essere completamente in linea con la base strumentale specie nel ritornello in cui anche i cori risultano meno efficaci rispetto alle precedenti canzoni.
Probabilmente perché in questo brano ci sento i Queens of The Stone Age che credo siano i responsabili di questa mancanza che percepisco.

Perciò, sicuramente la forza dei Kozmic Floor sta nella parte strumentale che rispecchia completamente l’idea cosmica con i suoi silenzi e le sue tempeste di asteroidi risultando non scontata, ma anzi precisa e asservita allo scopo.
Altro elemento di forza è la scelta dell’italiano come lingua espressiva soprattutto se la band vuole investire e pubblicizzare sul territorio italiano.
Il rischio è che non venga recepito data la cultura musicale italiana.
Infine, ribadirei l’importanza e la necessità di un sostegno maggiore per la voce principale che spesso risulta talmente delicata da ricordare voci femminili italiane puramente pop che rischiano di sminuire l’originalità strumentale facendola sfociare in generi di cui il mercato è già saturo.
Non sarebbe già male aggiungere i cori anche in live tramite l’inserimento di una voce secondaria.

Non per questo non meritano, anzi, vi consiglio subito di andarli ad ascoltare e di sostenerli perché continuino ad investire e migliorare sempre di più.

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/kozmicfloor/

SoundCloud (in cui è presente L’Ep) https://soundcloud.com/kozmicfloor

Youtube (in cui sono presenti i video di “Frammenti di Me” e “Scegli”)https://www.youtube.com/channel/UCA29WwtgLy-Foy0EMPcMgGQ

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