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Ferrara Sotto Le Stelle: Concerto degli Alt-J

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Se per caso qualcuno dovesse dirvi che gli Alt-J non rendono bene dal vivo, non ascoltatelo: la sera del 28 giugno, al festival di Ferrara sotto le stelle, hanno dimostrato l’esatto contrario.

La band inglese si è formata nel 2007, quando Gwil Sainsbury, Joe Newman, Gus Unger-Hamilton e Thom Green hanno iniziato a frequentare l’Università di Leeds, ed è proprio da questo momento che possiamo definire di transizione che nascono gli Alt-J. Il nome deriva dalla lettera greca Δ, che sulla tastiera Mac si ottiene digitando la combinazione dei tasti “alt” e “J”. In linguaggio matematico la lettera indica una variazione, un passaggio importante, così come per i quattro componenti lo è stato la formazione del gruppo.

Questa unica data italiana del tour ha riscosso una grande partecipazione e particolare entusiasmo, a testimoniarlo l’evento sold out e la lunga fila di fan provenienti da tutta la penisola, noncuranti della giornata di pioggia.

Con l’affascinante sfondo del Castello Estense, ad aprire il concerto sono stati i Lemon Twigs, band statunitense fondata dai fratelli D’Addario. Tra brani di memoria beatlesiana, salti e corse sul palco, hanno subito scaldato l’atmosfera.

A seguire, i tanto attesi Alt-J hanno fatto la loro comparsa sul palco accolti dalle grida entusiaste del pubblico, pronto a cantare a piena voce i brani sia contenuti nei primi due album, sia quelli appartenenti a Relaxer, il loro nuovo disco, uscito il 2 giugno di quest’anno.

Sicuramente molto suggestivi sono stati i variopinti giochi di luce che hanno accompagnato la band durante tutto il concerto, creando forme geometriche proiettate sul Castello e sugli spettatori.

3WW, il primo singolo del nuovo album, ha fatto da introduzione alla scaletta dei diciannove brani suonati dalla band.

Nonostante alcuni problemi tecnici dovuti probabilmente al forte temporale, per i quali la band si è vista costretta a sospendere la performance per circa un quarto d’ora, lo spettacolo ha superato ogni aspettativa. Con il loro sound decisamente atipico e innovativo, dato dai bassi martellanti delle tastiere di Gus, il timbro caldo e intrigante della voce di Joe e il ritmo incalzante delle percussioni di Thom, hanno creato un proprio stile eclettico, con miscugli folk, elettro-pop e alternative.

Tra i pezzi che hanno fatto cantare il pubblico italiano, emergono singoli del calibro di Matilda, Every Other Freckle e In Cold Blood. Gli Alt-J hanno salutato il pubblico con l’immancabile Breezeblocks, concludendo nel modo migliore un concerto senz’alcun dubbio elettrizzante e indimenticabile.

Laura Bortolotti, Francesca Marchetti e Olivia Santimone

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