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Come Un’Onda: Un Tuffo Musicale In Brasile

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Come un’onda… la musica mi ha trasportato lontano in un attimo, al di là dell’Oceano, in un Paese che non conosco ma che ora sento più vicino: il Brasile.

Due chitarre e un curioso tappeto rosso decorato mi accolgono nella sala a luci soffuse del teatro: si respira la classica aria d’attesa che precede i concerti. La mia attenzione viene subito catturata da quel tappeto sul quale sono adagiati numerosi strumenti di natura e foggia bizzarra e tra i quali riesco a riconoscere solo un bongo e un tamburo. Comincio a chiedermi che suoni possano produrre una sfera di vetro, un secchio ricolmo d’acqua, una lamina di ferro e tutti quegli altri oggetti che non riesco proprio ad identificare. Le mie domande trovano risposta quando entrano nella sala il chitarrista Rocco Papia e il percussionista Peppe Consolmagno, costruttore di alcuni di quegli strumenti che mi affascinano così tanto. Nel silenzio il musicista dalla folta barba bianca ne impugna uno e, percuotendo un’unica corda con un rudimentale archetto, produce un suono particolarissimo che inizia pian piano ad introdurci in quel mondo che, per la maggior parte del pubblico, è ancora sconosciuto.

Sono ammaliata da quelle sonorità, da quei ritmi e rumori che si arricchiscono di sfumature sempre nuove e ai quali il mio orecchio è così poco abituato. Riesco a staccare gli occhi dall’angolo delle percussioni solo quando fa il suo ingresso in scena l’altra protagonista della serata:  la cantautrice brasiliana Daniella Firpo che, con il suo lungo abito decorato da fiori e uccelli tropicali, porta una nota di colore nella sala in penombra, evocando i profumi e le atmosfere della sua terra. La cantante prende posto tra i due musicisti e alle loro spalle iniziano a susseguirsi immagini naturalistiche e paesaggistiche che faranno da sfondo alla musica per tutto il concerto, aiutandomi ad immergermi completamente in questo viaggio sonoro.

Lo spettacolo entra nel vivo e, proprio come un’ onda del mare, mi travolge con il suo ritmo contagioso che si muove tra brani tranquilli e talvolta malinconici e melodie allegre e frizzanti. Non resta altro da fare che abbandonarsi e lasciar fluire la musica: la voce calda e potente della cantante scalda l’atmosfera, accompagnata con perfetta sintonia dalle improvvisazioni virtuosistiche del chitarrista. A rendere ancora più suggestive queste sonorità contribuiscono i suoni delle percussioni e della voce di Castelmagno che, con grande maestria e originalità, riesce a riprodurre il rumore del vento, il gorgoglio dell’ acqua, ululati, ruggiti e altre voci di quella natura selvaggia. Daniella canta anche con il corpo, muovendosi sinuosamente e interpretando le canzoni con  gesti  e sguardi che riescono a trasmettere il significato del testo laddove le parole non possono essere comprese.

Il pubblico viene trasportato dalla bravura dei tre artisti al punto da non riuscire a stare fermo e a sentire il bisogno di accompagnare i ritmi con battiti di mani e con la voce, dando libero sfogo alla musicalità che c’è in ognuno di noi. I musicisti sono riusciti a trasmettere il loro comune amore per il Brasile e ad esprimere il profondo legame che unisce uomo e natura in quella terra. Questo legame emerge anche dalle immagini che fanno da sfondo agli ultimi brani del concerto, dove i volti degli artisti si sovrappongono e fondono con i paesaggi brasiliani. La forza ed espressività della loro musica, evidente in ogni brano, crea un’ intesa con il pubblico che sfocia inevitabilmente in applausi scroscianti, prova della riuscita di un concerto potente, capace di far vivere nuove sensazioni e di trasportarci in un mondo così carico di emozioni.

Francesca Marchetti

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