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Paolo Concato

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Andy White: Un Poeta Irlandese A Ferrara

Andy White: Un Poeta Irlandese A Ferrara

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Con il concerto di Andy White si è conclusa lo scorso sabato 15 dicembre la rassegna “Back to the Roots Music” organizzata da Roots Music Club in collaborazione con Arci Ferrara e Amf – Scuola di Musica Moderna. A causa della non grandissima affluenza di pubblico è stato un concerto intimo, ma piacevole. La serata inizia con l’apertura di Eugenio Cabitta che, dopo un omaggio a Demetrio Stratos, ci presenta i suoi brani. Brani dove non manca la poesia e fa piacere notare una ricerca nell’uso accordi e nella loro concatenazione: questo contribuisce a creare movimento nei brani, fondamentale quando si è soli sul palco.

Interessante la sua riflessione sul rapporto tra arte e tecnica: spesso, racconta Eugenio, mi chiedono come io riesca a conciliare i miei studi in tecniche radiologiche con la musica che è più vicina a materie umanistiche come la filosofia e io rispondo che la poesia può essere ovunque; la radiologia consiste nel trovare la migliore immagine e la musica la vedo come una radiologia su me stesso, per trovare la migliore immagine di me.

In seguito sale sul palco Andy White e parte subito in quarta con uno dei suoi brani più famosi tratto dal suo primo album Rave On: Religious Persuasion. Una canzone che ricorda molto Subterranean Homesick Blues di Bob Dylan o più probabilmente è addirittura un tributo a Dylan dal momento che nel video di Religious Persuasion c’è un ragazzo che fa scorrere cartelli con le parole della canzone proprio come fa Dylan nel documentario del 1967 Dont Look Back del regista D.A. Pennebaker. La serata continua con brani come This is not a Television Show e Very Fine People, canzoni molto movimentate nelle quali si nota un’attitudine quasi punk sia dal modo di cantare che in quello di suonare: uno strumming veramente energico che ricorda il Pete Townshend di Won’t Get Fooled Again o The Seeker.

Nella seconda parte del concerto l’atmosfera si acquieta e diventa più romantica con canzoni come I Will Wait e Italian Girls on Mopeds, una vera e propria dichiarazione d’amore alle ragazze italiane che sfrecciano sui motorini e ti spezzano il cuore. Andy ha pubblicato anche due libri di poesie e la sua passione per la letteratura emerge con canzoni come Shakespeare take my hand e James Joyce’s Grave. La serata si conclude con un brano ispirato ad un’antica canzone irlandese suonato in accordatura aperta e la title track del suo ultimo album The Guilty and The Innocent; Andy ci regala come ultima canzone In a Groovy Kind Of Way: un brano bluesy, ritmato e molto cantabile.

Ringraziamo il Roots Music Club, Amf, Arci Ferrara e il comune di Ferrara per questa rassegna che oltre ad offrire buona musica ci fa conoscere veri artisti, artigiani della musica lontani dallo sfavillante mondo dell’industria musicale che crea personaggi, li spreme e li getta via quando non rendono il profitto desiderato.

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