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Raffaele Cirillo

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Mucche Per Colazione!

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Atom Heart Mother, Pink Floyd, 1970 e una mucca.
Avrei benissimo potuto finire l’articolo con queste parole e sembrerebbe inutile continuare a parlare di un disco così conosciuto 47 anni dopo la sua pubblicazione. Se ne è parlato abbastanza, si è detto di tutto, lo si è definito tanto un capolavoro assoluto  quanto pura immondizia musicale, lo si è amato e lo si è odiato, soprattutto dai suoi compositori i quali oggi ripensano a quel disco come il prodotto di una fase decadente della loro carriera che però è stato necessario, in quanto rappresenta la via di mezzo tra il passato con Syd Barrett e il futuro prossimo di The Dark Side Of The Moon.

“Penso che sia una cosa bella se una canzone ha più di un solo significato. Forse quella canzone può raggiungere molte più persone”.

E da queste parole del fondatore dei Pink Floyd Syd Barrett (nell’altare delle persone più significanti della mia vita) che vorrei partire. È lo scopo delle opere d’arte quello di colpire individualmente, senza l’oppressione della critica che decide cosa è bello e cosa è brutto, e io sono stato colpito da questo disco profondamente e ci ho ragionato su, anche perché un capolavoro è un capolavoro quando non perde mai la sua forza e la sua attualità.
Un disco che forse non ha un significato preciso o una storia da raccontare già a partire dalla copertina, una mucca, intuizione di Storm Thorgerson, che non ha alcuna correlazione con le tracce del disco. Una mucca nient’altro, niente titolo, niente nome del gruppo, niente di niente. Persino il titolo dell’album è frutto del caso, un titolo che non si degnava di presentarsi fino a quando il batterista, Nick Mason, non è rimasto colpito da questa frase su un quotidiano. Il caso quindi può essere la parola chiave di questo disco. Il caso, la follia, la capacità di osservazione e di cogliere gli elementi del mondo contingente portano ai  capolavori.

Pink Floyd è sinonimo di viaggi lisergici e atmosfere oniriche ma questo disco è un lavoro terreno e la mucca è li a rappresentarlo, così come l’ultimo brano del disco Alan’s Psychedelic Breakfast, un pezzo dove sono registrati i suoni tipici di una colazione inglese, lo sfrigolio delle uova, i cereali versati nella tazza, il masticare, semplicemente le colazioni di Alan, un roadie della band che è stato registrato durante questo fondamentale atto della giornata. L’umanità nuda e cruda, terrena, composta di azioni banali che tutti quanti compiamo ogni giorno, ma che si rivelano arte come ci insegnano i Pink Floyd, sottolineando come l’unica vera e grandiosa opera d’arte è la Vita che ci apprestiamo a vivere quotidianamente, un giornaliero susseguirsi di atti banali e insignificanti che però danno vita all’unica grande storia della nostra vita.

If, è il secondo brano, e se fosse stato il quinto?… non ha nessuna importanza, come tutti i “Se” che ci poniamo continuamente nella nostra vita.
“E se fosse andata così?” ci ripetiamo, intenti a sfuggire da scelte sbagliate e rimorsi passati, ma la realtà è che non possiamo scappare da quelle decisioni ma solo continuare a vivere con quelle ombre che ci accompagneranno per sempre. Le ombre enormi, pesanti e incombenti come è stata quella di Syd Barrett per i membri della band, si racconta in If:

If I go insane
Please don’t put your wires in my brain

Il rimorso di non essere riusciti a salvare Syd dalla sua follia e di averlo allontanato dalla band sarà sempre presente, ma la sofferenza ha una forza creativa smisurata e contribuirà a dare vita in questo caso a capolavori come “Shine On Your Crazy Diamond” e “Wish You Were Here”. Un esempio che ci insegna che per vivere una vita felice e piena bisogna passare anche per la sofferenza e accettare il “Dark Side” della vita.
Un Dark Side rappresentato nell’intensa Summer ‘68, una composizione che racconta il vuoto della vita e ci dice con tono dolce e malinconico che alla fine l’unica cosa che conta è creare relazioni piene e reali con le persone:

“How do You Feel”

è l’urlo di questo brano, tra i più belli e sottovalutati. Come ti senti? Come ti senti ad andare a letto con donne senza neppure parlarci? Come ti senti quando sei solo a letto nella tua stanza? Come ti senti? …Ti senti?

Si diventa grandi prima o poi, ci si volta indietro e si vedono un insieme di immagini lontane “Fat Old Sun”, leggera e triste, è l’ultima porta che si chiude prima dell’età adulta, saluta gli ultimi sorrisi innocenti prima della vita sempre complicata della maturità.

In conclusione questa Mucca che fa colazione brucando l’erba dei pascoli inglesi ha forse molte più cose da dirci di quanto pensavamo noi e gli stessi Pink Floyd, sempre ricchi di contenuti intensi e profondi.
Beh mi direte hai citato tutto, ma non la parte preponderante del disco come la title track “Atom Heart Mother”, perché?
Frank Zappa diceva: “Parlare di musica è come ballare di Architettura”. Non c’è ragione alcuna perché io vi parli di questo brano, è musica intensa e va ascoltato.

E ora che avete perso tempo a leggere qualcuno che racconta cose su un disco che forse non avete mai ascoltato nella speranza di trovare qualcosa in modo semplice vi chiedo di spegnere una volta tanto tutti i vostri dispositivi, chiudere gli occhi e lasciarvi trasportare da questa opera che racconta di noi più di quanto possiamo immaginare e forse domani mattina farete colazione con una consapevolezza diversa.

Raffaele Cirillo

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